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Situationship: quando non siete amici ma nemmeno fidanzati

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Written by Nunzia G.

27 Gennaio 2026

Hai presente quando vi scrivete h24 e vi vedete spesso, ma se un amico ti chiede “quindi?” rispondi con un vago “eh, boh”? Ecco, benvenuto nel mondo delle situationship. È quel limbo dove non siete “solo amici”, ma non c’è nemmeno un’etichetta ufficiale.

In pratica si tratta di una relazione che resta un po’ nel mezzo. Cioè, non siete fidanzati, non ci sono promesse per il futuro e nessuno dei due ha ancora detto chiaramente cosa vuole dall’altro. Si vive alla giornata, senza aspettarsi nulla, più o meno. E non è strano, anzi, è una cosa che sta diventando comunissima, anche tra gli adulti. Ok, questo è strano sotto un certo punto di vista, ma chi siamo noi per giudicare?

E perché accade? Diciamo che ognuno ha le sue motivazioni: da una parte c’è la voglia di viversi subito il lato bello e fisico di una storia, senza pensare ad altro. Dall’altra c’è un po’ il timore di impegnarsi seriamente o, come nel caso dei più giovani, di chiudersi in una relazione troppo impegnativa troppo presto.

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Il bello della tua età infatti è che puoi sperimentare, capire cosa ti piace e conoscere persone nuove. Per questo non vuoi sentirti ‘incastrato’ in qualcosa di serio. In fondo, è normale voler capire come funzionano i rapporti senza dover per forza fare progetti a lungo termine. E va bene, nella teoria. Nella pratica le cose sono un po’ più complicate, come accade quando in ballo ci sono dei sentimenti, di qualunque tipo.

Il punto infatti è capire se questa situazione ti fa stare bene davvero o se ti lascia addosso un senso di vuoto e malessere. Perché diciamocelo: anche se non c’è un “ti amo” scritto sui social, quello che provi adesso è reale. Spesso si tende a rimandare il momento di fare chiarezza per non rovinare l’atmosfera, o per paura di cosa possa rispondere l’altra persona.

Ma il rischio è quello di ritrovarsi in una situazione ambigua dove uno dei due magari spera in qualcosa di più e l’altro no. Mettiamo il caso sia tu. Lei (o lui) ti piace, state bene assieme, vi vedete da un po’ di tempo e vorresti sapere cosa prova per te, perché tu senti di esserti innamorato. O qualcosa del genere.

Insomma, non è una questione di ‘giusto’ o ‘sbagliato’, dipende solo da cosa serve a te in questo momento. Quindi se senti che questa ‘zona grigia’ ti sta stretta e vorresti che diventasse qualcosa di più serio, sappi che è difficile che lo faccia da solo. Qui serve un po’ di coraggio per smuovere le acque. Ma come si fa a capire se c’è spazio per un upgrade?

La confusione

Ma quindi, stiamo insieme o no?

Beh, non serve fare grandi discorsi filosofici sul futuro. Puoi iniziare a piccoli passi.

Esprimi quello che pensi (davvero): spesso restiamo nel vago per paura di sembrare ‘pesanti’ o di far scappare l’altro. Però, se hai bisogno di capire cosa siete, dillo e basta. Essere onesti sui propri bisogni (e sentimenti) non è una colpa, è l’unico modo per non farsi del male. Se l’altro scappa davanti a una domanda sincera, forse hai già la tua risposta, per quanto dolorosa.

Prova a guardare un po’ più in là: invece di decidere cosa fare mezz’ora prima di vedervi, prova a proporre qualcosa per la prossima settimana ( o fra un mese). Magari un concerto, una giornata fuori, una pizza con altri amici. Se l’altro accetta volentieri, significa che gli fa piacere pensarti nel suo futuro, anche se a breve termine. E questo è già un buon inizio, no?

Metti il rispetto al primo posto: anche se non siete ufficialmente una coppia, non significa che tutto sia permesso. Prima di chiedere all’altro cosa vuole, chiedilo a te stesso. Sei felice così o ti stai accontentando? Il rispetto parte da te: se senti che c’è troppo controllo o che l’altra persona ti cerca solo quando le fa comodo, allora non è una situationship sana. Deve far stare bene entrambi, non solo uno di voi.

L’amicizia è ciò che fa davvero la differenza: anche se non diventerete la coppia dell’anno, alla base deve esserci il voler bene all’altro. Significa interessarsi davvero a come sta l’altra persona, ai suoi casini e ai suoi sogni, non solo a quanto è divertente passarci assieme il sabato sera. Se provate a confidarvi paure e desideri, metà del lavoro è già fatto. E ci sono buoni presupposti per trasformare tutto in una vera storia.

Insomma, è chiaro no? Uscire dal guscio della situationship significa avere il coraggio di farsi vedere per chi si è davvero. Non è facile, lo sappiamo. Ma lo abbiamo detto che serve un po’ di coraggio, no?

Ok, e se dopo tutto questo ti accorgi che l’altra persona non prova quello che provi tu? E se finisce? Beh, fa parte del gioco. O meglio, della vita. Le situationship sono imprevedibili: a volte si trasformano in una storia seria, altre volte si arriva alla conclusione che è meglio restare solo amici. Oppure, semplicemente, ci si allontana e basta perché si cercano cose diverse in quel momento.

La tristezza

E se finisce e ti senti uno schifo

Le relazioni, specialmente quando si è giovani, possono essere complicate e portare a sentimenti contrastanti. A volte, le cose non vanno come sperato e finiscono. È normale sentirsi tristi, confusi o anche arrabbiati quando questo succede, non importa quanto tempo è durata o come veniva definita. E non c’è un modo “giusto” o “sbagliato” di sentirsi. I tuoi sentimenti sono validi sempre.

Parlare con qualcuno di cui ti fidi, come un amico, un familiare o un adulto di riferimento, può aiutarti a elaborare ciò che provi, anche se pensi che non serva a nulla. Il solo fatto di parlarne, attenua il dolore. Anche scrivere i tuoi pensieri o fare attività che ti piacciono possono essere utili.

Ricorda poi che ogni esperienza, anche quelle dolorose, fa parte della crescita e ti aiuta a capire meglio chi sei e cosa desideri. È un modo per diventare grandi. Ora fa male, lo sappiamo, ma non puoi mai sapere cosa ti riserva il futuro. Magari mentre sei impegnato a rincorrere quella persona, ce n’è un’altra che ti osserva da lontano e aspetta solo di potersi fare avanti. Prova a guardarti intorno.

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