Quando sei piccolo, l’amicizia è una cosa semplice, quasi automatica. Alle elementari o all’asilo non hai un telefono, non devi organizzare nulla. I tuoi amici sono quelli che siedono nel banco accanto al tuo o quelli che hanno i genitori che escono con i tuoi. Fine. Non ti chiedi se quel legame durerà per sempre, perché la tua vita ruota attorno a quel momento, a quell’estate passata in famiglia e a chi troverai in classe a settembre. In quegli anni, se qualcuno sparisce perché cambia scuola, ne arriva subito un altro. È come se fossimo programmati per finire esattamente dove dobbiamo essere, senza farci troppe domande.
Crescendo, però, le cose iniziano a farsi complicate. Quella naturalezza sparisce e iniziamo a preoccuparci. Ci rendiamo conto che le amicizie possono scivolare via, e la cosa spesso ci spaventa. Ma se guardi bene come funzionano le cose, capisci che perdere qualcuno per strada non è un errore del sistema: è solo come va il mondo.

Se tutto cambia, cambiano anche i legami
Il primo vero scoglio è la distanza, non solo quella fisica, ma quella mentale. Prendi il passaggio dalle elementari alle medie, o dalle medie alle superiori. Arriva l’estate, non ci si vede ogni giorno in classe e, quasi senza accorgersene, ci si allontana. Non è che scoppi una lite furibonda o che qualcuno faccia un torto all’altro; semplicemente, smettete di sentirvi. La distanza crea uno spazio, e in quello spazio le persone cambiano.
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Più tempo passiamo lontani da qualcuno, più quel contatto si allenta. È un fatto umano: La vita è un caos, abbiamo la scuola nuova, nuovi giri, duemila cose da fare. Il cervello mette in pausa quello che non vive nel presente. Non significa che quella persona ci stia antipatica o che siamo diventati cattivi. Significa solo che stiamo vivendo ora. È normale, ed è inutile sentirsi in colpa.
Il punto è che cambiamo in continuazione. Magari a 10 anni la tua vita girava intorno ai Pokemon, e i tuoi amici erano quelli che ci giocavano con te. Poi cresci, scopri Stranger Things, o capisci che preferisci stare per conto tuo invece di stare in un gruppo enorme dove si urla soltanto. Se tu cambi, è ovvio che cambino anche i tuoi rapporti.
Il problema nasce quando cerchiamo di tenere in piedi per forza un’amicizia che è già finita. Lo facciamo perché ci manca come stavamo “prima” o perché abbiamo paura di restare da soli. Ci sentiamo in obbligo perché conosciamo quella persona da una vita, e allora facciamo finta di non vedere che non c’entriamo più nulla l’uno con l’altro. Inventiamo scuse per i loro comportamenti, lasciamo correre cose che ci fanno stare male e stiamo sempre in ansia, come se dovessimo stare attenti a ogni parola per non far saltare tutto.

Scegliere chi merita il tuo tempo
Ma che senso ha forzare una cosa che non gira più? Ti meriti un’amicizia vera, non un rapporto a metà dove ti senti sempre fuori posto. Se non ti senti più bene con qualcuno, non sei obbligato a uscirci solo per i ricordi che avete. Le persone crescono a velocità diverse. Se prima eravate legati perché giocavate a calcio, ma ora tu hai capito che preferisci la musica o fare skate, è normale non avere più molto di cui parlare.
Non dobbiamo restare attaccati a chi vuole bene a una versione di noi che non esiste più. Se prima eri quello che parlava con tutti e ora preferisci avere solo due persone fidate, va bene così. Non sei più quella persona lì. Ci sono miliardi di persone in giro, e ce ne sono tantissime che possono scriverti e uscire con te per chi sei oggi, non per chi eri in quinta elementare.
Certo, questo non significa che l’amicizia sia usa e getta. Anzi, proprio perché è facile perdersi, i rapporti che restano sono quelli che contano. Ma un’amicizia che dura non è un miracolo, è sbattersi. È scriversi anche quando non si ha nulla da dirsi, è esserci quando l’altro sta sotto un treno, è decidere ogni giorno che quella persona vale il tuo tempo. Ed è proprio questo che rende tutto speciale: sapere che le persone che hai intorno hanno scelto di esserci, nonostante tutto il resto.
Sapere che non devi affrontare ogni situazione da solo, che ci sono due o tre persone che sanno come sei fatto e ti caricano, rende tutto meno pesante.
Quindi, va bene se gli amici spariscono, e va bene se sei tu a smettere di rispondere. Stai solo crescendo. Per ogni persona che esce dalla tua vita, ne arriverà un’altra che c’entra di più con chi sei diventato. Sei già a posto così come sei, non devi cambiare per farti andare bene qualcuno o trascinarti dietro rapporti morti per paura di restare solo. E se in questo momento non ti va di stare con nessuno e solo lo sei davvero? Beh, è una fase. Passerà e arriveranno altre persone.