Hai presente quei momenti in cui torni a casa dopo una giornata pessima, quando magari hai litigato con il tuo migliore amico o ti è andata male una verifica in classe, e ti ritrovi davanti al frigo senza nemmeno sapere perché? Beh, è capitato a tutti, e devi sapere che quella non è fame vera.
Si chiama “mangiare emotivo”. Si capisce un po’ di che si tratta, ma possiamo dire che succede in pratica quando è il cervello che vuole distrarsi, non la pancia che vuole riempirsi.
Succede tutto in un attimo. Magari sei lì in cameretta che stai cercando di finire quella versione di latino che non vuole saperne di quadrare, o hai appena visualizzato un messaggio che ti ha lasciato un po’ di tristezza, o di nervoso. Non vai in cucina perché hai fame, ci vai perché quel pacchetto di biscotti ti sembra l’unico modo per non pensare a quanto sei nervoso o a quanto ti senti solo in quel momento.
Prima di continuare, ti ricordo che è disponibile, per ricevere le notifiche delle nostre ultime notizie, il canale Telegram, cliccando qui oppure 👉 🔮 Unisciti al Canale WhatsApp

Cos’è la fame emotiva e come affrontarla
Una spiegazione a questo comportamento che, ripetiamo, non è solo tuo ma molto comune, è che spesso veniamo cresciuti con l’idea che il cibo sia una coccola o un premio. Ti sei sbucciato un ginocchio? Prendi una caramella. Hai preso un bel voto? Andiamo a mangiare fuori. Senza accorgercene abbiamo imparato che per ogni emozione forte esiste uno spuntino capace di rimettere a posto le cose. È successo anche a te, vero?
La fame emotiva è strana, senti qualcosa dentro che arriva all’improvviso e ti urla che hai bisogno esattamente di quella pizza o di quel gelato. E lo vuoi subito. Ti succede esattamente così? Ma è un trucco, perché quel tipo di fame non si sazia mai davvero, te ne sarai già reso conto da solo. Puoi mangiare fino a scoppiare, ma se la tua è fame di compagnia o di relax, ti sentirai sempre come digiuno.
La differenza tra la fame vera e quella che usiamo per stare meglio è proprio questa. La fame vera arriva un po’ alla volta e si accontenta di quello che c’è. Quella emotiva invece arriva con prepotenza. Ma se ti fermi un secondo a riflettere, capisci subito che non stai cercando veramente energia per il corpo – il cibo è esattamente questo – ma una distrazione per la testa. Magari sei solo annoiato a morte perché fuori piove e non sai che fare, oppure sei ansioso perché quel gruppo di amici ti sta ignorando. Usare il cibo come anestetico è un classico, lo facciamo tutti, ma alla fine della fiera ci lascia addosso solo più pesantezza. Sia mentale che fisica.

Come evitare di fiondarti sul frigo
Non devi sentirti in colpa però, ma provare a capire cosa sta succedendo. A volte la soluzione non è in dispensa (o in frigo) ma in una nota vocale mandata a chi ti capisce, in un’ora di musica a tutto volume o in una dormita strategica. Magari sei solo stanco. Capire che il frigorifero non ha le risposte ai nostri problemi è il primo passo per non farsi fregare dalle nostre stesse emozioni.
Invece di fiondarti sulla dispensa, quando succede, prova a fare un esperimento di dieci secondi. Fermati e basta. Chiediti se hai quel vuoto nello stomaco che brontola o se invece sei solo reduce da una mattinata pesante e hai i nervi a fior di pelle. Se è fame, uno snack veloce ci sta e ti serve pure per ricaricare le batterie, ma se è solo per noia, allora stai cercando qualcosa che il cibo non ti può dare in questo momento. Nessun cibo.
Quante volte mangi solo per non pensare a quel messaggio che ti ha lasciato l’amaro in bocca? Oppure per rimandare il momento in cui dovrai aprire i libri? In quei casi, lo spuntino è solo l’alleato perfetto per perdere tempo. Prova a spezzare il ritmo: entra in casa, molla il telefono per un attimo e fai tutt’altro. Magari basta alzare il volume della musica e sfogarsi un po’, o uscire a fare due passi per scaricare l’adrenalina di un litigio o di una brutta figura in classe.
Un’altra mossa utile è capire quali sono i tuoi momenti critici. C’è chi mangia per noia la domenica pomeriggio e chi si ritrova a svuotare il frigo a mezzanotte perché è troppo stanco per decidere di andare a dormire. Iniziare a farci caso quando ti prende quella voglia matta di dolce o salato, ti aiuta a capire quando e perché succede.
Potresti scoprire che non ti servono i popcorn, ma solo una chiacchierata con qualcuno che ti capisce. O semplicemente spegnere lo schermo un’ora prima per dormire sul serio. Insomma, devi solo capire che il cibo è un carburante per il corpo, non un rifugio.